GIANNI BORTA

Gianni Borta è nato e vive a Udine, lavora nella città natale e a
Milano. Ha cominciato ad esporre nel 1961 ispirandosi al
neorealismo del mondo contadino friulano.
Oggi è uno dei più
significativi artisti italiani della generazione di mezzo con 860
mostre e 169 personali tenute nelle maggiori città italiane e
all'estero, con 250 affermazioni tra premi nazionale ed
internazionali, in 45 anni di pittura.
E' considerato un
protagonista di quella che è ormai conosciuta come arte
naturalistica. è presente nelle più importanti rassegne artistiche
nazionali ed internazionali.
Le sue opere sono proposte in
permanenza alla Scultura & Design di Milano, alla Galerie Ruf
di Monaco, alla Galerie Breheret di Parigi, all'Original Prints
Collectors di New York, alla Galerie Mirò di Praga, alla Foster
Oversea Original Arts Museum di Shanghai, e al Dan Huang Art Museum
di Pechino, tanto per citarne alcune.
La sua attività è documentata
presso l'archivio storico della Biennale di Venezia e presso
l'archivio per l'arte italiana del novecento a Firenze
"Kunshinstoriches Institut in Florenz".
SALVATOR GRILLO (GRILLOS)

Salvatore Grillo (Grillos) nasce a Ponte della Priula in provincia
di Treviso nel 1947, dove vive e lavora.
Terminati gli studi, cerca
una sua esistenza più vera, più consona alla sua indole; ed
iniziano i primi approcci con il mondo dell'arte.
Frequenta la
scuola di pittura e prospettiva e si iscrive ad un corso libero di
nudo presso l'Accademia di Venezia, che però abbandona dopo pochi
mesi non sentendosi ancora una volta realizzato.
Forse il suo vero
mondo è quello della scultura, dove riesce a coinvolgersi
completamente via via che gli anni passano.
Studia e lavora,
approfondendo le varie ricerche tecniche e stilistiche, e riesce
così a trovare il suo ego nella poesia, nell'armonia e nella
bellezza del corpo femminile, che trasferisce con maestria nelle
sue sculture sin dai primi anni.
GUGLIELMO MELTZEID

Guglielmo Meltzeid nasce a Pianezza (Torino) nel 1941.
E' pittore,
scultore e grafico.
Quest'anno compie quarant'anni di professione.
Ha esposto in molti Paesi del mondo ricevendo ampi consensi.
Nel
1984 le sue grafiche sono esposte nel Laforet Museum di Tokio.
Nel
1987 dipinge il ritratto dell'allora First Lady Nancy Reagan.
Nel
1995 viene insignito del prestigioso Award Gold Medal alla Artdex
International di Seattle, nel 1996 viene nominato Ambasciatore
Artistico di Portofino e di Santa Margherita Ligure nel mondo.
Dal
1994 al 2001 ha uno studio a New York Ha collaborato con l'Unicef e
con diverse università degli Stati Uniti.
ANTONIO TAMBURRO

Antonio Tamburro nasce ad Isernia nel 1948.
Si forma come artista
all' Accademia di Belle Arti a Napoli prima e successivamente all'
Accademia di Roma.
Il suo percorso artistico è ricco di esposizioni
personali e collettive in Italia e all'estero in innumerevoli
gallerie storiche, solo per citare alcune esposizioni ricordiamo
quelle alla galleria Michelangelo, a Castel dell'Ovo di Napoli, a
Kiev, a Monaco, all'Art Miami, al Gianicolo Centro d'Arte con
Burri, De Gregorio, Rambaldi e altri.
La sua pittura ricca di
colore, di contrasti tra chiaro e scuro, fortemente legata alla
figura reale, ne dà però un'interpretazione originale, pregna di
mistero, il mistero di una realtà nascosta all' osservatore
disattento dietro l' apparente stato delle cose.è il pittore delle
"cose" a cui sa dare una anima vibrante e intrigante attraverso un
caleidoscopio di colori, quali fossero cristalli lucenti frapposti
tra lo sguardo, l'opera e l'immaginazione.
GIORGIO CELIBERTI

Nasce ad Udine nel 1929. Inizia a dipingere giovanissimo, imponendosi subito per la sua
originalità di linguaggio tanto che, appena diciannovenne,
partecipa alla Biennale di Venezia del 1948.
Si iscrive al Liceo Artistico di Venezia e poi frequenta lo studio di Emilio Vedova.
Nei primi anni Cinquanta si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con i
maggiori rappresentanti della cultura francese.
Viaggia moltissimo, soggiorna negli Stati Uniti, in Messico, a Cuba,
in Venezuela e da queste esplorazioni ne deriverà quel repertorio di
segni che poi rielaborerà negli anni successivi.
Alla seconda metà degli anni Sessanta risale il ciclo che lo ha reso noto
al grande pubblico: quella dei "Lager" costituita da tele preziose
per impasti e per cromie, tanto spesse e materiche da proporsi già in forma di bassorilievi.
A questi seguono, negli anni Settanta, i "Muri antropomorfici",
opere in cui l' archeologia entra nella pittura in modo diretto.
A partire dai primi anni Sessanta Celiberti si è dedicato anche alla scultura,
fino a produrre negli ultimi 15 anni grandi sculture in bronzo, acciaio e pietra.
La sua curiosità creativa lo ha portato a dedicare la sua attività artistica anche alla grafica originale,
con una produzione molto qualificata di incisioni in bianco e nero e di serigrafie astratte,
anche a colori, molto spesse e materiche.
Ha esposto in tutto il mondo: Strasburgo, Bruxelles, Salisburgo, Milano, Ferrara, Londra,
Torino, Dusseldorf, Roma, Madrid, Parigi, Genova, Venezia, Bologna, Trieste, Livorno e Chicago.
Vive e lavora a Udine.
MARA FABBRO

Conquistata dai colori fin da bambina, la passione e la pratica per il disegno
l'accompagnano negli anni, dipinge tele a olio attratta dall'effetto del colore
usato in quantità e steso con le spatole.
Lavora e studia da autodidatta per anni, sperimentando una propria tecnica,
che meglio di ogni parola racconta il suo senso della pittura.
Un po’ per caso, incontra il gusto ed il giudizio di collezionisti, galleristi
ed esperti d’arte. Sono incontri importanti che la portano ad organizzare la
sua prima mostra personale.
Le opere sono realizzate con un impasto sabbioso che prima viene steso e lavorato
con le spatole e altri attrezzi e successivamente colorato; a volte vengono
inseriti pietre, specchi, vetri. La scelta del materiale è stata determinata
dalla volontà di ottenere un’opera "viva" con una forte comunicabilità.
La corposità dell'impasto modellato e l'utilizzo di colori cangianti offre una
mutabilità e una suggestione che rappresenta perfettamente il cambiamento,
l'instabilità e l'evolversi continuo dello spazio rispetto al tempo.
La visione del quadro varia in continuazione, così come i colori,
l'intensità d'immagine che suggerisce un'impressione diversa a seconda della luce,
sia essa naturale (mattino o pomeriggio) o artificiale (luce diffusa o diretta).
Particolarmente ricercato è il contrasto luce-ombra, ottenuto in seguito
all'attento studio sull’uso del colore e della plasticità della materia;
il risultato è un’immagine densa, corposa ma al tempo stesso brillante e luminosa.
I temi raffigurati sono ispirazioni tratte dal mondo della natura,
espressi attraverso un linguaggio ed uno stile ritmato da visioni geometriche e
grafiche.
BOBO IVANCICH

Ivancich Bobo, Marchese de la Torriente, (Venezia, 4 gennaio 1963) è un eclettico artista italo-cubano,
che si distingue per le provocazioni post-duchampiane e neo-futuriste.
Vive e lavora tra New York e Venezia.
Bobo Ivancich è discendente di una famiglia di armatori di origine dalmata trasferitasi
nel corso del XIX secolo a Venezia; la zia di lui Adriana Ivancich,
divenne famosa per una relazione sentimentale con Ernest Hemingway.
Il padre Gianfranco Ivancich, che era molto vicino al poeta Ezra Pound,
pubblica a New York negli anni '70 "I canti Pisani" con la Rizzoli.
Ivancich è consulente assieme a Gabriel Garcia Marquez per il film "Hemingway for Cuba".
Ivancich non frequenta alcuna accademia d'arte, ma sviluppa il suo talento artistico
come autodidatta. Comincia la sua carriera a Venezia in Italia, negli anni settanta
vedendo al lavoro il suo connazionale artista cubano Wilfredo Lam e
successivamente negli anni ottanta frequentando alcuni dei più grandi artisti
italiani del '900 tra cui l'amico inseparabile Gino De Dominicis e Mario Schifano.
Una delle prime collezioniste di Ivancich fu Evelyn Lambert membro emerito della
Peggy Guggenheim Foundation, dopodichè i suoi lavori furono acquisiti nelle più grandi
collezioni mondiali come la Getty, Rosenkrans, Versace, Cipriani, ecc.
I lavori di Bobo Ivancich sono stati battuti alle aste di Christie's e Sotheby's,
dove nel 2006 lo stilista Santo Versace si assicurò un ritratto dell'attore
hollywoodiano Jude Law.
Attualmente è uno degli artisti italiani che stanno emergendo internazionalmente
e la sua reputazione sembra essere in crescita.
Le sue eclettiche opere vanno dalla scultura alla performance,
dalla pittura astratta a quella iperrealista.
GIORDANO FLOREANCIG

Giordano Floreancig è nato a Stregna (Udine) nel 1954. Vive e lavora a Udine.
Autodidatta, si avvicina alla pittura nel 1976 frequentando artisti quali Darko, Baldan, Celiberti,
ma si presenta al pubblico solo nel 2006, su insistenza di sua figlia Valentina.
Apprezzato dalla critica per la sua pittura pregnante e vigorosa, esprime la tragedia
dell’esistenza attraverso pennellate decise ed impietose per la loro
cruda verità. La realtà oggettiva diviene per lui un’apparenza ed una energia
esplosiva mista a disperazione dà vita alle sue opere più inquietanti.
Conosciuto per "i volti di matti" e per gli "incazzati" negli ultimi lavori si
indirizza verso il concettuale, realizzando installazioni e performances
che comunque mantengono un forte impatto emotivo.
In Eutanasia of 147 art Works a fine giugno 2009, l’artista ha bruciato
147 tele dipinte ad olio, ne ha recuperato le ceneri e le ha
inscatolate in 147 barattoli, firmandoli e numerandoli per i collezionisti.
In mostra un video ed una selezione di fotografie relative alle
fasi di preparazione dell’opera che ad agosto 2009, sempre documentata
fotograficamente, è stata protagonista di una nuova performance a
Venezia andando a contaminare gli spazi della città:
dai ponti alle piazze, passando per la Fondazione Guggenehim,
per Punta della Dogana e per i Giardini della Biennale,
sino ad arrivare alla Galleria Scala Mata a Canareggio,
dove è stata presentata.
Nel 2008 vince il 1° premio "Città di Castelfranco Veneto", e il 1° premio Comunicultura a Casale sul Sile.
Le sue ultime personali sono: "I matti di Floreancig" "Spazio Feltrinelli", Udine,
"Annus Horribilis" Palazzo Frangipane, Tarcento,
Palazzo Regione Friuli Venezia Giulia, Roma,
Galleria Scala Mata, Ghetto Vecchio, Venezia,
Casinò di Velden (Austria), Comune di Klagenfurt (Austria).
Come collettive: "Aspettando la Biennale sculture" a Udine e "Sogno e tempesta/Sturm und Traum" presso il
Nationalparkzentrum di Mittersill (Austria).
Nel 2010 espone all’ex manicomio di Trieste "Gli ultimi normali",
all’ex manicomio di Udine "1 + 1 = 3" , "Follia e dintorni" a Venezia alla Galleria
PRIMO PIANO Venice Art Gallery, a S.Daniele del Friuli "La mia Croce" nella chiesa di
Santa Maria della Fratta